SULLE SPONDE DEL LAGO DORATO
E'
il
Balaton,
detto
anche il mare d'Ungheria. Per secoli teatro di furiose battaglie, meta di
villeggiatura del bel mondo Asburgico, č oggi un immenso luna-park consacrato
alla vela, al vino e alla gastronomia e alle vacanze estive per tutte le
esigenze d'etŕ.
Un'antica
leggenda narra di una bella e triste fanciulla che vive in fondo al Balaton e
con le sue lacrime alimenta quel lago che i magiari chiamano mare. Da secoli,
infatti, il Balaton e soprannominato "il Mare d'Ungheria". Un'esagerazione, ma
con qualche fondamento. Il lago, con i suoi 77 chilometri di lunghezza e 14 "di
larghezza massima, e il piů grande d'Europa: uno specchio d'oro che in certi
punti sembra sconfinato. Diversi milioni di anni fa, al posto del Balaton, c'era
davvero il mare. I rivolgimenti della crosta terrestre hanno poi incorniciato
questo gran de specchio d'acqua a sud con lunghe spiagge e pianure, a nord con
colline coperte di vigneti e rocce basaltiche che sembrano enormi sculture.
Il suo paesaggio, dolce e familiare, e stato un continuo campo di battaglia. Erano appena andati via i mongoli lasciando villaggi incendiati, che arrivavano a cavallo i briganti della puszta, mentre in lontananza si sentivano avanzare le armate turche. Una terra di confine, con i suoi avventurieri ed eroi, compreso un Robin Hood magiaro che, nella foresta di Bakony, derubava i ricchi per dare ai poveri.
Nel XVI secolo, il confine tra gli imperi ottomano e asburgico passava proprio suI Balaton. Della linea fortificata restano in piedi poche rocche, come il castello di Siimeg e quello di Kinizsi a Nagyvazsony. Anche pregare richiedeva qualche precauzione, come dimostrano la chiesa fortificata di Vorosbereny, quella rotonda di Osku e l'inespugnabile tempio romanico di Felsoors. Non c'era pace nemmeno in mezzo al lago, teatro di furiose battaglie navali.
Nel XVI secolo i turchi armarono a Siňfok, sulla sponda meridional, una flotta
con diecimila uomini. E altrettanto fecero gli Asburgo a Balatonfiired. 
Ci vollero ancora un paio di secoli di scontri prima che il Balaton diventasse una delle piů eleganti mete di villeggiatura dell'aristocrazia asburgica. Ville e alberghi di lusso furono costruiti per ospitare l'imperatore e la corte. Oltre centocinquant'anni fa sulle sponde del lago venne fondato uno dei piů prestigiosi ed eleganti Yacht Club d'Europa. Qui la nobiltŕ mitteleuropea preparava le sfide ai boriosi capitani inglesi. E qui oggi si allenano i velisti ungheresi, campioni del mondo nella classe Flying Dutchman.
A Balatonfňldvar si disputano ogni anno regate veliche internazionali. Il vento e forte e costante, l'acqua cheta, ma ingannatrice. Dai monti Bakony si abbattono all'improvviso violente tempeste e nel lago si formano onde anomale che hanno fatto naufragare piů di un lupo di mare. Eppure l'acqua del lago e bassa. Specie lungo la riva meridionale, si cammina per centinaia di metri prima di poter nuotare. In compenso bastano poche giornate di sole per riscaldare l'acqua del lago e richiamare i primi turisti. Fin da maggio, ungheresi, tedeschi, austriaci affollano le spiagge.
Una popolaritŕ esplosa negli anni '60. In passato il lago e stato il punto di
incontro per le famiglie tedesche divise
tra Germania dell'Ovest e dell'Est. Con il miglioramento delle condizioni
economiche, il Balaton e diventato sempre piů l'imitazione su acqua dolce delle
piů popolari spiagge occidentali. Grandi alberghi, villette, campeggi,
snack-bar, ristoranti, stabilimenti balneari a pagamento, scivoli degni di un
parco divertimenti americano, discoteche, night club con belle spogliarelliste.
E tanta gente ansiosa di bagni e un po' di tintarella.
E pensare che non sono state le spiagge ad attirare i primi nobili villeggianti. Fu un altro genere di bagni, quelli alle terme situate lungo la riva settentrionale. E’ qui che sopravvive ancora l'atmosfera vacanziera Belle Epoque. Le terme piů famose si trovano a Heviz, nei pressi di Keszthely, la cittŕ dei conti Festetics fondatori dell'universitŕ agraria e proprietari dell'imponente castello barocco.
Il lago di Heviz e il secondo lago termale piů grande del mondo. Certo uno dei piů spettacolari, con i padiglioni in legno fin de siecle e la superficie coperta di ninfee rosa. L'acqua sgorga a 40 gradi ed e considerata un toccasana per i reumatismi. Altrettanto famose da secoli sono le terme di Balatonfured, la localitŕ turistica frequentata dall'aristocrazia che qui costruě ville ed eleganti alberghi. Le sorgenti sono un'ottima terapia per le malattie cardiache. Nel1926 anche il poeta indiano Tagore venne a curarsi a Balatonfured. Prima di andarsene, volle piantare un tiglio creando cosě un'usanza che e stata seguita da tanti ospiti, come testimonia il lungo viale alberato del porto. Un albero e stato piantato anche da Salvatore Quasimodo.
Acque
miracolose sgorgano un po' dappertutto lungo il Balaton. E le sorgenti minerali
fan bene anche ai vini prodotti sulle colline.
Si dice che i migliori vini ungheresi si ottengano dall'uva che si specchia nel Balaton. Sono vini profumatissimi, dai nomi impronunciabili: Keknyelu, Zoldszilvani, Szurkebarat, ideali per accompagnare i piatti a base di pesce del lago. Nelle reti dei pescatori finiscono ogni giorno dentici, carpe, luccioperca, siluri, lucci. Conditi con una buona dose di paprica, sono serviti in tutte le csarda, le antiche locande dove non manca mai un violinista zigano.
Alcune
csarda occupano le antiche cantine di Badacsony. Altre sono sparse per
la campagna, ricavate nelle fattorie, bianchissime, a un piano solo con il tetto
in paglia. Belle case contadine si allineano sul lungolago di Tihany, la
cittadina appollaiata su un promontorio roccioso, considerata il museo storico
e naturale del Balaton. Qui sorse il primo insediamento intorno all'abbazia del
1055. Oggi ne rima ne solo la cripta, mentre il resto della chiesa e in stile
barocco con due torri che dominano le case in pietra con le terrazze porticate.
La penisola di Tihany dal1952 e parco nazionale, il primo in Ungheria. Seguendo i sentieri fra i campi di lavanda si arriva a due laghetti interni, il Belso-to e il Kulso-to, rifugio di centinaia di uccelli. Ma il paradiso per i birdwatcher e il Kis Balaton, il piccolo Balaton alIa foce del fiume Zala. Qui non ci sono bagnanti e alberghi. Solo canneti, salici e paludi dove nidificano aironi bianchi, cormorani, anitre selvatiche. E’ una delle ultime oasi di pace del Balaton, ormai preso d'assalto in ogni stagione. Anche in inverno quando sulla superficie ghiacciata sfrecciano pattinatori, slitte e windsurl con le lame.
Per fare tutto il giro del lago Balaton sulla strada che lo costeggia ci sono 220 chilometri, di piccola e trafficata strada, il panorama é davvero suggestivo e lo merita veramente. Per descrivere tutta la storia di questo affascinante e misterioso lago ci vorrebbero tutte le pagine del mio sito, un consiglio che posso darvi, a chi non mi crede é quello di provare almeno una volta a assaporare questa realtŕ Ungherese. Sicuramente, come me, ne rimarrete incantati e spererete di non doverne piů andare via.
Grazie a presto per altre informazioni.